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Ciao
a tutti!
Sono
un'extramoenia (per la precisione, come direbbero i senesi, una bolognese "delle lastre") e
selvaiola...
E'
strana la strada che mi ha portato a interessarmi di Siena e di Palio, ma penso che sia stato il destino: noi non senesi diciamo che non
scegliamo la contrada, ma che è la contrada a scegliere noi... Come dire,
non sono selvaiola per scelta, ma assolutamente per caso. Una volta, era
il mio primo Palio in contrada e da piazza, durante un "cenino",
una signora tedesca, sposata a un senese, mi disse che è questione di
"risonanza", cioè come avere dentro una serratura e bisogna solo
cercare la chiave.
Ecco
dunque come ho trovato la mia..
Nel
1974 -io dovevo ancor nascere- si vinse d'agosto con Aceto e Panezio. Ho
provato spesso a immaginare il "giro" di onoranze per la Festa
Titolare che si tenne dopo una decina
di giorni: il cencio in trionfo, il
popolo in festa, una mare di bandiere verdi e arancione. A quel giro
assistettero anche i miei genitori, due turisti come tanti, e mio padre, uomo
dai mille interessi, volle saperne di più: andò nell'oratorio, vide il
cencio e si appassionò. Una passione leggera, naturalmente, che lo
spingeva però a guardare il Palio in TV due volte l'anno, e, quando nacque e
crebbe sua figlia, a dirle di "stare per la Selva, quella verde e
arancione", e di cantare una strana canzone: "O Selva, Selvina
va..."
E
così sono sempre cresciuta guardando il Palio in tv, e simpatizzando per
una contrada di cui non sapevo e vedevo quasi nulla. Ad agosto 2000,
durante la consueta diretta, fu trasmesso un servizio sul battesimo
contradaiolo, e per la prima volta ho sentito una frase che mi ha fatto
un'enorme impressione e mi è entrata dentro: "Ti battezzo Selvaiolo
a vita..."
Il
9 settembre 2000, sapevo che c'era lo straordinario, era di sabato: per la
prima volta non ho guardato il Palio in TV. Il giorno dopo, leggendo il
giornale, ho imparato che Urban e Il Pesse avevano vinto: ho provato una
grandissima gioia, e mi sono messa a cercare di Palio su internet.
A
marzo volli fare una gita col mio ragazzo di allora, e gli proposi di
andare a Siena. Decisione "fatale": lui vide nella bacheca
l'avviso di una conferenza sulla Siena del sottosuolo, che si sarebbe
tenuta quella sera nel Museo della Selva. Decidemmo di andare, ma
arrivammo in anticipo: da quello che ci parve uno scantinato (era in
realtà il "Dispensario", sede provvisoria della Società,
allora chiusa per lavori) sentimmo un gran vociare... entrammo e ci
ritrovammo nel bel mezzo di un cenino. Ci invitarono a tavola, e alla mia
destra sedeva una signora di mezz'età: l'onoranda priora della Contrada!
Quella sera stessa -il 31 marzo 2001- ho deciso che sarei diventata
contradaiola. Sono tornata a Siena all'inizio di giugno per sottoscrivere
il Protettorato; e cioè il contributo annuale che ogni contradaiolo è, o
dovrebbe essere, tenuto a versare per contribuire al finanziamento della
contrada. Sono diventata Protettore il 3 giugno 2001. Poi sono tornata per
il Palio di luglio, si correva di diritto, e per la prima volta ho cantato
dietro al cavallo e ascoltato i suoni di Piazza, quei suoni che adesso mi
scuotono dentro. Il resto è storia di oggi, e questo sito ne è la
testimonianza.
Dedicato
a mio padre
Di
quell'antica gita a Siena dei miei genitori, di quel giro e di quella
vittoria, mi resta un pugno di vecchie diapositive (clicca
qui)
in bianco
e nero o a colori, un po' sbiadite, che ho consegnato all'archivista della
Selva perché le copiasse e le mettesse in archivio. Le ho ritrovate per caso, cercando
tra le sue cose nel tentativo di metterle in ordine.
Mio
padre è morto a giugno 2002 e questa pagina, e questo sito, sono dedicati
sopratutto alla sua memoria, perché la mia passione gliela devo.
Ciaoooooo
,-)!
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